lunedì 30 aprile 2012

QUELLI CHE IL PONTE...E' SOLO IL CHELSEA BRIDGE.

Si', e meno male, aggiungo io...e addirittura nemmeno il Chelsea Bridge, ma quello sotto il Tamigi tra Vauxhall e Pimlico, sulla Victoria line.
Ahhh, sollievo...qui non esiste il 1 maggio, niente bandiere rosse e concerti in piazza, ma oggi c'era il sole, e che SOLE.
L'asilo di Nicola chiuso, ma non per il ponte.
Qualche volta avere l'asilo chiuso ti da' quel senso di liberta', lo stesso che volevi prima, quando cercavi un posto in un asilo. E' strana la vita. Non ci si accontenta proprio mai.

Quindi abbiamo deciso di cavalcare questi gradi in salita, questo sole, questo cielo cosi' blu, dopo un aprile cosi' piovoso, ma cosi' piovoso, che dicono fosse dal 1910, che non si registrava tanta acqua in questo mese.

Io e lui, lui e io, come fosse il primo figlio, perche' si sa, il secondogenito, si trova raramente a fare le cose da solo e a sentirsi figlio unico.
Ogni tanto, anche a lui, e' giusto dedicargli quei momenti esclusivi, senza l'ombra del fratello maggiore.

Ed allora abbiamo programmato una giornata da veri turisti-italiani-a Londra-per il ponte-del primo maggio.

Nell'ordine:
- visita al National History Museum ( dinosauri, mostri e animali compresi), la terza, (credo) nel giro di un anno...
- Passeggiata corredata da playground a Regent's Park, la esima da quando siamo qui, ma se piace piace, noe poi il babbo lavora li' vicino, quindi ci sta di afre anche un salutino a lui.

Appena sveglio la prima cosa che N mi chiede e': "alloa mamma, andiamo a vedeue i moutri?"
Tube, con passeggino e pancia di 28 settimane, Northern line, Victoria line, e Green line, finalmente South Kensington. Spostamento che sembra piu' difficile e lungo di quanto in realta' e'.


National History Museum

Dopo visita piuttosto lampo al museo, vista la pazienza e la concentrazione di N, che ci e' stato a 1 anno e 8 mesi, a 2 anni e 2 mesi e a 3 anni, usciamo con questi...


...pero' devo dire che questa volta e' stato piu' partecipe e per niente impaurito, se la confronto con la prima, che se l'e' dormito tutto.



Riprendiamo la metro per raggiungere il babbo, mentre il sole in superficie splende e scalda. Per oggi, basta con i luoghi chiusi e sotterranei.


Davanti all'ufficio del babbo

Il parco gioisce dopo tutta l'acqua di questi giorni, l'erba e' stranamente alta, ancora le squadre dei giardineri dei Royal Park non sono entrati in azione (se tornassi indietro, forse verrei qui a 20 anni e chiederei di essere assunta come tagliaerba, pseudobotanica, pianta-fiori, ecc), ma i fiori urlano la loro felicita' e sembra facciano a gara per il colore piu' bello.









Tulipani neri

Qualcuno e' addirittura infastidito dal sole, e non si tratta di giapponesine dalla pelle di porcellana con ombrellino...

Ma a noi fa solo sorridere...

mercoledì 25 aprile 2012

L'INFINITO


Dopo una giornata di scuola, pioggia, heavy showers, 7 gradi ( percepiti 3), sveglio dalle 6,30 (sua sponte) F torna da scuola e mi chiede (e non e' la prima volta in questi ultimi giorni):
F: "Mamma, che numero e' l'infinity, l'infinito..."
I: breve ripasso mentale di matematica/filosofia in un anno secondo..."non si tratta propriamente di un numero, e' piu' un concetto, pensa a qualcosa che non finisce mai, tantiiiiiiiiissimi numeri...(immaginavo di non ero stata chiara, e dato che forse anche io non ce l'ho chiaro, come faccio a spiegarlo chiaramente?)
F: ho capito, e' qualcosa che li contiene tutti, che contiene tutto...


Non avrei potuto dirlo meglio.

martedì 24 aprile 2012

SILLOGISMI E BRITISH ATTITUDE



Ultimamente io e mio marito stiamo registrando un cambiamento nei comportamenti e nei pensieri di F. Nonche' in quello che dice e come lo dice. Non sappiamo ancora se sia frutto della scuola, che ormai e' nella volata finale, del suo carattere, o del suo mood.
Come abbiamo sempre pensato, ha proprio un mood estremamente british, sa essere distaccato e coinvolto a secondo delle situazioni, raggiunge sempre un certo equilibrio, e non supera mai i limiti. Sa dove fermarsi e come dice la maestra e' estremamente clever a capire le situazioni, quelle positive e quelle negative, e sa subito dove mettersi e dove schierarsi. Non si fa mai trovare impreparato, ne' con la parole ne' con i fatti e sa pure metterti in difficolta', con mezzi discorsi e affermazioni che spiazzano. Insomma per dirla all'italiana sta diventando un PARACULO.
Per fare qualche esempio domenica sera, durante la partita Juventus-Roma ha spiazzato il padre, e ha tirato fuori il suo primo sillogismo.
Premessa: F sembra simpatizzare per la Juve, dopo lavaggio della testa dello zio italiano, mentre il padre da tempo, tenta di trascinarlo nella tifoseria LAZIALE, con tanto di immagini, cori, canzoncine. Ma non riesce, con sua frustrazione.
F: Babbo, tu stasera per chi tifi? (sembrava quasi volerlo mettere in difficolta')
L: Sono contro la Juve.
F: si', ma per chi tifi stasera?
L: Sono contro la Juve.
F: Ammettilo, tifi Roma.

Non fa una piega. Sillogismo aristotelico. Il laziale rimane ammutolito.

Ieri pomeriggio nel tratto di strada scuola-casa.
F: Mamma, oggi mi hanno cambiato di gruppo a writing. Non sono piu' nelle Busy Bee, ma nei Caterpillar.


Mi sembrava di ricordare che ogni gruppo avesse un posto in una classifica meritocratica, quindi...

I: Ah si'..? quindi ti hanno declassato o sei nel gruppo migliore?
F: Non vuol dire questo, e' importante cambiare per stare un po' con tutti, quasi tutti hanno cambiato...

A me rimane il dubbio che non mi abbia detto il completo significato del cambiamento, ma poco importa. E' la lucidita' e la velocita' della risposta-non risposta, che mi ha spiazzato, tipica degli inglesi che non vogliono dirti completamente tutto ma ti danno la loro versione dei fatti, a cui ti puoi soltanto adeguare, senza replicare.

Non credo che gli insegnino gia' strategy, ma ci deve essere comunque una strategy in questo metodo.
Qui niente e' lasciato al caso, niente si improvvisa.

Spero solo che acquisti questo essere smart e lo faccia proprio, unendolo ad un po' di cultura umanistica, perche' noi con tutte le poesie a memoria imparate, le versioni di latino tradotte, l'epica dei greci e l'educazione civica sui libri, facciamo una gran fatica  a competere in questo pianeta, con chi e', oggettivamente un po' piu' ignorante di noi, ma le guerre le ha vinte quasi tutte.

venerdì 20 aprile 2012

TI VORREI FARE UN REGALO...


Dopo mezz'ora dall'ultima telefonata, squilla ancora il cell. ed e' sempre Lui.

L:senti...ho pensato che ti volevo fare un regalo...
I: davvero, ah si'...ma no...perche'?( non sono abituata a questo tipo di proposte )
L: cosi', te lo volevo fare, visto che tu non li fai a me, li faro' io a te.
I: quando avevo un po' di autonomia, mi divertivo di piu' a farteli...
L: no, scherzo, e' perche' mi va di fartelo, te lo meriti...
I: (wow...una dichiarazione, dopo cosi' tanti anni...in un giorno in cui mi sento cosi' down...) ma non ti preoccupare...(che bello, che mi potrebbe regalare?la mente scorre tra le ultime vetrine viste e le ultime pagine di giornali sfogliate)
L: solo che...che ti potrei regalare, che ti piacerebbe?ho pensato ad un nuovo cellulare, ma a te non interessa un granche'...
I: ( ecco, come al solito non ama fare o ricevere sosprese...non e' che non mi conosce, o non conosce i miei gusti e' che non sa proprio entrare in un negozio e comprare, cosa che a me riesce benissimo...)...ma non saprei, mi cogli in contropiede, non mi manca niente...si' il cellulare in effetti ce l'ho, e per come lo uso, mi basta...le scarpe le ho comprate da poco (in Italia, non ci posso fare niente, per me le scarpe sono made in italy o italian style) con la pancia che cresce per questi tre mesi non voglio fare grandi acquisti, non saprei, lo sai non sono capace a chiedere (non sono proprio capace, non ho mai imparato, eppure qualche volta servirebbe...) e poi non so il tuo budget...mi metti in imbarazzo.
L: ok, pensaci poi ne parliamo stasera...ok?
I: ok, grazie amore, ma non importa, davvero...

Cioe', si' che importa, non voglio sminuire il suo pensiero e le sue intenzioni, ma non sono prepaparata. Non sono proprio capace a dirgli: "Senti andiamo in in quel negozio che ho visto una cosa che mi piace tanto..."
E poi mi piacerebbe un w-e con lui, ma non e' proprio possibile adesso. Mi accontenterei anche di un aperitivo al Mandarin Hotel e con 50£ a testa (bastano?) si toglie la paura. Oppure come dirgli che ci sono una borsa, una collana e una sciarpa che ho visto da Liberty, che mi fanno impazzire?
E poi ci sono quegli orecchini di Pomellato che...ah se ne potessi avere un paio...
Ok, basta con il materialismo puro...ma se ad una donna viene fatta una domanda cosi', a cosa pensa?
Voi a cosa pensate?

Io comunque, per il momento il mio regalo, l'ho gia' avuto...



giovedì 19 aprile 2012

BABBO, GUARDIAMO LA PARTITA INSIEME?


E' arrivato anche per me, l'inevitabile momento di vedere schierati i miei tre attuali uomini di casa, sul divano davanti ad una partita di calcio.
Come tante mamme, ogni momento che indica una crescita viene vissuto con gioia , ma anche con un po' di dolore.
In questo caso si tratta non di gelosia o di quella sensazione che attraversa ogni mamma, quando il figlio maschio si distacca da lei, ma di un misto tra l'appagamento e la consapevolezza che IO non sono piu' al centro delle loro attenzioni. Il padre si sta conquistando lentamente, ma senza ritorno, il suo ruolo e la sua leadership tra i bambini.
E questo e' piu' che giusto.
In realta' secondo me, in casa mia, L, questa leadership, l'ha sempre avuta. Forse prima non era cosi' appariscente, evidente, ma sotto le righe, il capo e' sempre stato lui, anche se io, forse sono la figura piu' presente, piu' attiva, piu' invadente fisicamente nella vita dei miei figli.
La mia non vuole essere una visione maschilista, ma credo che una figura di padre forte ed esemplare, su tutti i fronti, lavorativo, ludico, spirituale, di marito, sia una ottima ricetta per far si' che i bambini crescano in equilibrio e con sani punti di riferimento. La dolcezza, la comprensione, e la severita' che una madre trasmette, devono essere sapientemente miscelati all'esempio e alla rettitudine del padre, che comunque nel mio caso, non manca dei primi tre ingredienti.

E' piu' che naturale che i maschietti sentano prima o poi piu' affinita' con la figura maschile ( a mio avviso, guai se non fosse cosi'), io mi ritagliero' altri angoli, che ogni madre sa di avere e che nessuno togliera' lei.

Stamattina F appena ha sentito L che parlava della partita che ci sarebbe stata in serata, e dle fatto che sarebbe andato al pub a vederla con alcuni amici e colleghi, ha chiesto al padre di guardare la partita del Chelsea con lui. Mio amrito ha capito l'importanza della richiesta, e credo soprattutto gli abbai fatto tanto piacere, si sia sentito orgoglioso.
E' successo che ha rinunciato al pub, per tornare a casa e guardarsi il match sul divano.
E' successo che tutti e tre si sono guardati ( non con estrema costanza di N, chiaramente) la partita di Champions tra il Chelsea e il Barcellona.
Lo stadio del Chelsea e' a circa 10 min da casa nostra, e forse F, a scuola, giochera' con alcuni ragazzi del Chelsea, che lo alleneranno. A lui, in realta' il calcio non e' mai interessato troppo, ma da quando L lo coinvolge nelle partite, nei cori da stadio, nel colore delle maglie e delle bandiere, forse per emulazione del padre, si e' lasciato innamorare.

Ammetto che e' stato carino e dolce vederli tutti insieme seduti, cosi' complici, cosi' vicini...io, da parte mia so che non potro' mai (MAI dire MAI) guardare un film d'amore con mia figlia, una sfIlata di moda, una trasmissione femminile e pettegola...visto che poi fra poco, non saranno piu' 3 ma 4, su quel divano, decido di guardare la partita di calcio anch'io, o vado al pub con le mie amiche (abitudine mai avuta...)?



Questo post partecipa al blogstorming.

mercoledì 18 aprile 2012

SPECCHIO, SPECCHIO DEL MIO DESTINO, INDICAMI, FRA 5 ANNI IL MIO CAMMINO...



Chi non vorrebbe sapere fra 5 anni come sara' la propria vita? che lavoro fara', se lo fara'? dove abitera'? dove andranno a scuola i propri figli? tralascio tutte quelle migliaia di incertezze che riguardano gli affetti, la famiglia, la salute...che tutti trasversalmente, da Nord a Sud, da Est ad Ovest, abbiamo.
Credo di attraversare la sindrome da expatriate, che dopo un anno di vita fuori casa (qui inteso come: luogo dove si nasce, si cresce, si hanno le proprie origini, e la propria storia ), si chiede quanto rimarra' ancora qui, in terra straniera.
Non si tratta di disagio e di malessere, tutt'altro. Ho ormai raggiunto un tale equilibrio, che sto bene sia qui che in Italia, trovando, molto razionalmente ed emotivamente, fattori positivi, e situazioni che mi fanno sentire in pace e che non mi fanno avvertire alcun tipo di nostalgia, quando mi trovo in un luogo piuttosto che in un altro.
Mi chiedo cosa voglia dire tutto cio'. Che sto bene dappertutto? che non sto bene in alcun luogo? che non ho piu' una casa? che ogni luogo e' casa mia?qualcuno, che forse, ha piu' esperienza di me, mi aiuti a capire.

Quando torno da una, piu' o meno lunga pausa in Italia, e' inevitabile incontrare qualcuno, qui, che mi chiede quanto ho intenzione di restare, di fermarmi...for short or long time?io rispondo sempre, in modo diplomatico: dipends on the job. Perche' in parte e' vero, perche' e' una delle principali ragioni per cui siamo qui ma, con il passare del tempo, le ragioni potrebbero cambiare, e tornare, sara' sempre piu' difficile. Penso soprattutto ai figli alla loro vita, alle loro opportunita' future, che qui vedo e riconosco come infinite, nonostante le difficolta' economiche globali. Ma penso anche alla loro stabilita', al loro quilibrio, alla loro vita quotidiana, ai loro amici, alle loro abitudini e a come, con gli anni, sara' sempre piu' difficile portarli via da questa realta'.
Le scelte che adesso facciamo per loro, dalla scuola, al luogo in cui abitiamo, sono guidate anche e soprattutto da uno sguardo piu' lungimirante (ammetto, non il mio) legato alle scuole future, all'ambiente, alle amicizie, per evitare di trovarsi spiazzati e dire: ah, se ci avevo pensato prima...Qui, piu' che in Italia la programmazione di questo tipo di eventi e di scelte e' fondamentale, e anche se trasmette un po' di ansia, soprattutto a noi italiani, abituati ad agire piu' alla giornata e a seguire la logica dell'improvvisazione. Ma mi chiedo anche quanto effettivamente ha senso tutto cio' fin da ora...e se poi i miei figli faranno un'altra qualunque scuola in qualunque parte del mondo, a chi importa se hanno frequentato la primary XY, outstanding for Ofsted?e tutti i nostri sacrifici per farceli entrare, per poi trasferirli quando uno sara' in year 6, l'altro in year 4 e uno year1, a cosa saranno serviti? e loro come prenderanno un eventuale cambiamento?
Nessun sacrificio e' vano, lo so, perche' tutto va sempre fatto al meglio delle nostre possibilita'.
Ma l'incertezza spesso fa vacillare, e mette in discussione tante cose.
Penso anche a molti miei amici, rimasti comodamente a casa, nella loro citta', circondati da genitori e nonni, amici storici, lavoro certo, e lamento continuo. Tutti si lamentano ma nessuno ha il coraggio di muovere un piede, che dico un piede, un'occhio fuori dal confine, per capire che fuori c'e' un mondo diverso, non so se migliore, ma sicuramente, diverso. Qualcuno abitera' anni, o forse per sempre in Vicolo Stretto e Vicolo Corto, in Via Mazzini, e Via Verdi, qualcuno piu' fortunato in Viale dei Giardini o Parco della Vittoria. Sceglieranno scuole per i loro figli, dove forse loro stessi sono andati 30 anni prima.
Continueranno a guardare il mondo dallo schermo della tv, e si faranno un'idea NON loro di quello che succede fuori.
Io sono un po' invidiosa di queste certezze, in questo momento, anche se penso e mi autoconvinco che le prove e i cambiamenti a cui sottoporro' i miei figli , saranno la loro normalita' e la loro testa e il loro cuore si adatteranno molto velocemente a tutto, se sono gia' allenati.
F ha i ricordi dei suoi primi 4 anni ad Arezzo, e ormai parla di due case...ma Arezzo e' sempre la prima casa.
N ha i ricordi dei suoi primi 2 anni ad Arezzo, e pensavo fossero leggeri e nebbiosi, invece stamattina si e' svegliato semi piagnucolante dicendo: "mamma io voglio andare nonna Birba (mia mamma)...io stare bene Londra no, io stare bene Areccio..."
Chi nascera' a luglio, non conoscera' mai Arezzo come lo conoscono i primi due, e le sue prime immagini, i suoi primi ricordi saranno Londra.
Ma le persone, quelle ci saranno sempre nella loro vita, e il luogo a cui sono piu' affezionati sono il cuore di quelle persone, non la strada in cui abitano.

La vita ci dara' delle risposte, gli eventi determineranno certe scelte, che adesso non possiamo prevedere. Non amiamo essere passivi e lasciare che le cose accadano per noi, ma un po' di abbandono e fiducia nel destino e' necessario, per sentirci piu' leggeri e un po' piu' fanciulli.




domenica 15 aprile 2012

SAPORE DI SALE, SAPORE DI MARE

Le nostre vacanze di Pasqua sono comiciate cosi'. Alla stazione di Balham, Londra, 22 gradi, tre-trolley-tre e uno zainetto sulle spalle di N, con l'eccitazione di chi parte per un viaggio verso Sud, verso i mari del Sud.




...e noi andavamo a Sud, ma non proprio cosi' a Sud...


...e infatti sono continuate cosi', con l'illusione di trovare 25 gradi, e invece...
...il giorno di Pasqua, nella nostra casa, di mezza montagna, nevicava.


Ah, l'Italia ti sorprende sempre! 



Nel mezzo pero' ci sono stati tanti giorni piacevoli, molto casalinghi e molto semplici, come volevamo che fossero. Divisi fra parenti, amici, e qualche volta solo noi 4...quasi che ci sentissimo soffocati da tanto amore e tanta attenzione, ormai abituati a muoverci nello stesso guscio stretti e uniti, e il mondo fuori.

C'e' stata la nostra trasferta marittima, sognata a tavola a Londra, mentre mangiavamo l'ennesimo trancio di salmone, ormai cucinato in tutti i modi, leggendo i piu' svariati ricettari e blog su internet.

"Ah...non vedo l'ora di mangiarmi un bel cacciucco a Livorno...due spaghetti semplici alle vongole..."

Mi chiedo: ma e' possibile che in un isola come questa, nessuno sappia cucinare il pesce, ne' tanto meno ami pescarlo o allevarlo?salmone, baccala', merluzzo, branzini e orate si'..ma qualche guscio o chela di crostaceo, no?
Insomma, incuranti delle previsioni metereologiche, che promettevano acqua su tutta la Toscana, soprattutto sul versante Nord-Ovest, abbiamo deciso di andare ugualmente al mare, a Livorno, sulla costa, dove capitava. In un altro momento, da abitanti del luogo, non ci saremmo spostati di un km, se l'immagine del satellite non fosse stata pulita e priva di nuvole almeno da sopra Milano e sotto Napoli, ma visti i tempi ristretti di permanenza in Etruria, non ci ha fatto paura niente, e soprattutto l'idea di sederci davanti ad un piatto cosi'...beh e' stata piu' forte. E ne e' valsa la penaa. E non ha piovuto. E pure il porto di Livorno era bello con quelle navi enormi. E siamo andati pure in spiaggia che sembrava di essere in Cornovaglia. E abbiamo messo i piedi nell'acqua. E abbiamo mangiato un buonissmo gelato, in un bar sul mare a Tirrenia. E siamo stati felici perche' ci siamo trattati da turisti, che non lasciano sfuggire un solo giorno per codersi il bel paese...perche' non ci siamo tutti i giorni, e non si puo' scegliere il sole o la pioggia, o la prossima domenica...













E poi c'e' statoo il compleanno di N. I suoi tre anni, la vigilia di Pasqua. La festa, che lui desiderava e sognava dal giorno del compleanno di F.
" Io, fri anni, aprile, io gaaande, cosi'. (alzando il braccio verso il cielo). Io dojio tanti regali, io cheik a forma di miao (dolce a forma di gatto)...io dojio festa...

E festa e' stata, secondo la nostra tradizione, a casa NOSTRA, con i nostri amici e tutti nonni, e gli zii...e la torta e l'apparecchiatura dei pirati...e le party bags (unico tocco british)...
Non riusciamo proprio a staccarci da certi ricordi, da certe situazioni, da certi apuntamenti, che ormai sono quasi riti. Forse li usiamo per fare in modo che il tempo sembri non passare, per credere che tutto sia piu' o meno come prima...perche' siamo capaci cosi', perche' ci piace cosi'. Perche' Londra non ci ha cambiato.








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