martedì 4 giugno 2013

LA ME ENTREPENEUR

Io e il mondo imprenditoriale non siamo mai stati molto affini.
Ammiro quanti riescono ad avere buone, ottime idee, a realizzarle, a rischiare, ad avere successo, quando tutti intorno si lamentano, piangono lacrime di crisi oppure quando tutti godono di benessere e di privilegi, che forse e' piu' difficile mettersi in gioco e rischiare di perdere anche quel minimo garantito.
Forse in Italia e' per questo che manca una classe imprenditoriale vera. Troppa sicurezza, troppa stabilita', troppi priviligi per troppi anni. Chi te la fa fare di inventarti un modo alternativo di vivere, quando tutto va bene cosi' finche' va, quando c'e' sempre grande diffidenza verso il nuovo, quando tutto sembra remarti contro appena proponi qualcosa di diverso?
Stop alla polemica sterile e veniamo a me e al mio tentativo di rendere proficuo e profittevole il tempo che intercorrera' tra ora e il mio ritorno a alla professione, se maici sara' il ritorno.
E' stato sufficiente avere un discreto numero di amiche di estrazione internazionale, abbastanza curiose e interessate, amanti della compagnia, del buon mangiare e del buon bere e disposte a spendere, dato tutt'altro che irrilevante, qualche dote in cucina e l'alchimia e' compiuta.
Niente di troppo nuovo per un'italiana all'estero, niente da inventare, soltanto il coraggio di buttarsi nella mischia, numerosa, di cuochi italiani, senza la pretesa di essere cuoca o chef, soltanto promuovendo me stessa con cio' che so fare, senza avere una struttura a cui appoggiarsi, e promuovendo le mie idee, le mie tradizioni, i sapori, i prodotti che mi appartengono, che per altri sono speciali, quasi esotici, e richiamano quel viaggio fatto a 20 anni a Firenze con gli amici, o quella vacanza romantica in Toscana, quando ancora "non avevamo bambini".
Non detengo certificati discuole di cucina da sventolare e le cose che so fare sono piuttosto comuni, non banali, ma non ricercate, sicuramente autentiche, sapori con l'anima.
A noi italiane, e mi rivolgo a tutte le amiche exp che abitano qui in UK, forse non insegnerei niente di nuovo, ma vi assicuro che un semplice piatto, che noi cuciniamo per un pranzo infrasettimanale qui appare come qualcosa di estremamente elaborato e complicato. Alla maggior parte delle donne-mogli-mamme mancano le idee, come unire gli ingredienti, consigli su cosa comprare, come tagliare, come e quanto cuocere, il tempo.

Quando ho un po' capito questo, dopo numerosi pranzi offerti a casa nostra ad amici, e dopo gli apprezzamento ricevuti, ho parlato con la mia pr spagnola, la mia migliore amica Ana, e ho deciso di proporre delle lezioni dimostrative di cucina per lei e le sue amiche. La location la offerta lei, che ha una cucina di 10 m per 5, e sembra uno studio televisivo di Master Chef.
Icoraggiata dal suo entusiasmo, abbiamo organizzato la prima cookiing lesson+dinner per 9 amiche spagnole, che hanno deciso il menu' che volevano imparare e assaggiare, per poi ripetere in altre occasioni.

- Melanzane alla parmigiana (avevo fritto tipo 7 melanzane, sembravo un omino da fish and chps, che per riportare i capelli ad un profumo normale non vi dico)
- Roast Beef al vino rosso con salsa tonnata
- Saltinbocca di tacchnio, prosciutto, formaggio e salvia
- Carpaccio di zucchine rucola e grana
- Sorbetto  di limone e prosecco
A parte la fase di frittura, tutto si e' realizzato dalle 8 di sera, in un'atmosfera rilassatissima, di chiacchere, risate, bicchieri di vino rosso e cerveza che giravano, mentre qualcuna prendeva appunti e altre aspettavano soltanto di mangiare...si' ma non prima delle 11, in tipico orario andaluso.
Prima apparizione pubblica, primo guadagno, primo tentativo riuscito...
Da qui sono scattate due richieste: dolci per una Comunione e alcuni piatti per una festa (la stessa parmigiana, pizzette, ecc.)

I miei dolci...




...i classici che piacciono a tutti. Niente strane architetture, niente icing, pirati e fatine, ma solo tradizione.

Considerando che il passa parola e' la pubblicita' migliore in questo caso, visto che si tratta di assaggi, spero che le richieste continuino e si moltiplichino...finche' avro' tempo, finche' progetti piu' impegnativi non mi assorbiranno energie, anestetizzaranno il mio palato, e spegneranno tutti i fornelli per accendere un microonde, che non ho e non so se avro' mai,  per scongelare qualche vaschetta.

venerdì 17 maggio 2013

LA FASCIA MIRACOLOSA AKA TEENAGER INSIDE

Oggi ho deciso di sperimentare sui miei capelli il metodo "fascia ciompe".

Leggendo e vedendo qua e la' i risultati, ho pensato che prima di tagliarmi un braccio e l'altra mano per una piega dal parrucchiere, che ti fa il massaggio alla nuca di mezz'ora e ti offre una coppa di champagne (mentre io tutto faccio tranne che rilassarmi, aspettando il momento in cui Filippo si svegliera' e reclamera' qualcosa), ho pensato bene di provare questa fascia "miracolosa".

Dopo la doccia a capelli ancora umidi, ho guardato il tutorial e ho scoperto l'acqua calda, si' perche' sicuramente arrivo esima.
Per far si' che i miei capelli risultino naturalmente mossi e romantici, e non naturalmente arricciati e scompigliati (che poi il vento qui fa il suo), ho preso quella che doveva essere una banale fascia elastica.
Nel mio caso, non avendo a portata di mano alcuna fascia elastica, ho preso un paio di "elegantissimi" collant neri. Li ho legati a mo' di fascia intorno alla testa, ad altezza fronte e ho iniziato a dividere i capelli in grosse ciocche.
Dopo averci passato un po' di crema, li ho semplicemente arrotolati intorno alla fascia.


Il tutorial dice di tenerli su tutta la notte. Ecco questo e' il punto. Io ho fatto tutto cio' la mattina e ho cercato di resistere quanto piu' potevo. In compenso mi ha visto la mia migliore amica spagnola, Ana, ci sono andata a prendere Nicola all'asilo, mi hanno visto gli spazzini, i muratori, le maestre, una o piu' mamme dell'asilo...insomma un mix di stupore, risate e sogghigni, in una parola: un successone. Ma non per i boccoli, che ancora dovevano essere liberati, quanto per l'acconciatura hippy-romantic.

Ok se il mosso naturale non fosse come ve lo aspettereste, il fascino della fascia sulla fronte e' indiscusso.




I can do better, give me another chance.

mercoledì 24 aprile 2013

SMILEY BOY


Dicono.
Dicono che sia un bambino sorridente e felice. E lo e' davvero.
Ma come fai? Se la tua mamma rasenta l'isterismo con i tuoi fratelli e caccia urla da generale dei Marines ripetendo sempre le stesse frasi: VE-LO-CI -FINITE LA COLAZIONE-VESTITEVI- LAVATEVI I DENTI...si', sono al quanto noiosa e poco creativa nel linguaggio. E tuo padre ride solo se guarda le Iene e quando Bersani dice di dimettersi.

Dicono che ridere faccia meglio che un'ora in palestra, in termini di attivita' fisica. Cosi' come baciare.

Dicono che dovremmo imparare da loro. Dai bambini. Che si svegliano con il sorriso, che ti guardano sempre con occhi pieni di amore e di perdono, mai rancorosi. Che sanno come chiedere le cose e ottenerle, senza essere arroganti. Almeno fino all'eta' prescolare.

Filippo. 9 mesi.
Il tuo primo dentino (23aprile) un puntino invisibile e leggermente tangibile. Dopo qualche notte insonne e vivace.
Tu che stai imparando a gattonare, o meglio strisciare sulla pancia e accartocciarti come un lombrico, e che preferisci stare in piedi, con le tue piccole gambine tese gia' avanzi i primi passi...ma per dove?
Che hai gia' assaggiato teste gialle di omini Lego, spade di Playmobil, ruote di Hotwheels....ma che fortunatamente non ti sono piaciute.
Che preferisci camion della polizia ed elicotteri ad 8 eliche piuttosto che sonagli e cubi soft.
Che hai iniziato a dire tutte le vocali degli alfabeti del mondo.
Hai gia' una incredibile fonetica internazionale.
Due fratelli che ti adorano e che fanno a gara a chi ti fa piu' ridere o a chi vede prima un tuo piccolo grande successo, una tua conquista verso il mondo.

Loro erano come te alla tua eta'. Con gli occhi curiosi e accattivanti, le ciglia lunghe e sempre quel sorriso sulle labbra. Cosi' sono riusciti ad accaparrarsi le simpatie di tutti, amici e sconosciuti e piano piano si sono fatti strada in mezzo al mondo.

Sono piu' che certa che tu farai lo stesso, con la tua personalita', unica, e con un buon esempio da seguire.



giovedì 28 marzo 2013

NONOSTANTE IL FREDDO, UNA COLOMBA VOLA, INCONTRA ED E' PASQUA.


Io continuo a non capire perche' gli inglesi chiamano questo Term di scuola, che sta finendo: "Spring Term".
Di primavarile non ha niente,se non 10 giorni finali, visto che comincia a Gennaio e finisce a fine Marzo, piu' o meno. Non ha niente ne'dal punto astronomico ne' tanto meno da quello metereologico.
Tanto per raccontare un aneddoto, una mia amica spagnola, sposata con un inglese, mi disse che suo marito, prima di conoscere lei, credeva in modo molto convinto, che l'anno fosse diviso in tre stagioni : Autumn, Spring and Summer, come i  term della scuola. L'inverno non esisteva, Natale era in Autunno, la neve cadeva in Gennaio e Febbraio, cioe' in Primavera, la Pasqua era tra la Primevera e l'Estate e l'Estate...boh, mi chiedo ancora che concetto abbiano dell'estate, visto che le temperature oscillano sempre tra i 15 e i 25 gradi. Beata ignoranza.

Qualcuno tenta di sollevarmi il morale dicendomi che erano 50 anni che non si registrava un inverno cosi' freddo, come l'anno scorso mi dicevano che erano 100 anni che si vedeva una primavera/estate cosi' piovosa...ora mi chiedo se prima del mio arrivo, l'Inghilterra godesse di un favoloso clima tropicale, oppure sono davvero sull'isola sbagliata.

Comunque sia ci stiamo godendo e inventando questi giorni davvero glaciali.
A parte una giornata, che ricordo bene era il 6 di marzo e c'erano 13 gradi, per il resto siamo sempre stati tra i -2 e gli 0 gradi, con vento, nevischio, cielo costantemente opalino, e un raffreddoree che e' tranquillamente passato in sinusite, e io da 15 giorni sono letteralmente anestetizzata. Nessun odore, nessun sapore, e mal di testa fisso. Vi assicuro che e' un toccasana per la dieta, perche' non viene assolutamente voglia di cucinare ne' tanto meno di mangiare. Peccato che io la dieta non la voglia fare.

Oggi ci sono 3 gradi e un timido raggio di sole. E' strano ma l'aria sembra mite, viene pure voglia di togliersi la papala e i guanti. Davvero anche i gradi cominciano ad essere relativi...?
Sto cominciando come loro a parlare solo di METEO? vi prego fermatemi.

Oggi comunque ho sfidato la mia riluttanza a stare piu' di 10 minuti esposta all'aria gelida e sono partita in crociata acquisto-colomba.
Si', perche' prendendo alla lettera "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi" ( o meglio con chi vogliono le compagnie aeree, perche' se, care Ryan Air o Easy Jet, faceste delle tariffe un po' piu' family friendly, forse facilitereste i ricongiungimenti familiari) trascorreremo la Santa Pasqua a casa di amici, italianissimi of course.
Puo' mancare sulla nostra tavola la Colomba? possono mancare le uova di Pasqua per i bambini? NO.
Quindi sono partita e in 10 minuti di trenino so arrivata a Victoria Station, dove c'e' una delle mie gastronomie italiane preferite, con dentro il piu' scontroso e burbero italiano che vive a Londra.
Ho trovato la colomba, le uova luccicanti con dentro sorpresa deludente e sfigata come da tradizione, e ho fatto scorta di pasta e pastine da minestra di tutti i formati speciali per Filippo.
Mi sento estremamente soddisfatta dei miei acquisti, lungi da chiamarli affari, perche' in cambio ho venduto un rene e un braccio, quello sinistro.

Alla fermata dell'autobus, per andare su Regent Street, la mia colomba, che si intravedeva dalla busta e' volata nello sguardo di una signora, dai capelli di nuvola bianchi, rossetto rosso, e sorriso solare. In perfetto accento inglese mi chiede dove l'avessi comprata, perche' lei l'aveva ordinata da John Lewis (love it), e l'aveva pagata il doppio. Dopo 5 minuti di chiacchere, scopro che la signora nata a Napoli, abita a Londra da 60 anni, e conobbe suo marito, inglese, banchiere nella city, alla fine della guerra...+con me parlava inglese perche' pensava che io preferissi. IO?
Siamo salite sullo stesso autobus, e ci siamo raccontate in 15 minuti le nostre vite, l'Italia lasciata, la costiera amalfitana dove si erano conosciuti, i figli, il lavoro, Londra, la Royal Academy di cui lei e' membro...e mi ha invitato per the, perche' non ha nipoti e vorrebbe conoscere i miei tre fenomeni.
La signora e' una bellissima signora, e me la immagino giovane, sorridente, mora, solare, con il suo accento napoletano, per le stradine di Amalfi...e questo misterioso inglese che l'ha rapita dalla sua famiglia, dal suo mare, per portarla qui, la citta' da cui lei non e' piu' voluta andare via, e che adora.
Londra ti fa innamorare, e poi decidi di amarla, cosi' te ne lamenti per il tempo, e la esalti per quello che ti regala, come si fa con un marito, o una moglie, e non te ne vai piu'.

Da oggi siamo in vacanza, 18 giorni...ragazzi miei, troppi.
Settimana prossima ho prenotato un corso intensivo di tennis per entrambi, la mattina, cosi' da stancarli un po' fisicamente, perche' si sa, i maschi hanno energie da spendere che potrebbero alimentare uno stabilimento siderurgico. Poi un pomeriggio ad un museo, uno da amici, l'altro ad un compleanno e la prima settimana passa...

Quella dopo e' da inventare, ma siamo a Londra mica a Poggio Sostanco, non sara' difficile divertirsi.

Intanto pensiamo a Domenica, la Pasqua di Nostro Signore, le tradizioni, il pranzo con amici, i bambini, la eggs hunt, che li coinvolgera' nel pomeriggio, la cioccolata...sara' Festa. e la natura, nonostante le temperature avverse, fa il suo corso...





venerdì 22 marzo 2013

WHERE'S WALLY?


Dov'e' Wally?

Per chi non lo conosce, Wally e' un must, qui in Uk, per i bambini.
La ricerca spasmodica di questo ragazzotto vestito con maglietta a strisce bianca e rossa, occhiali neri e cappello in testa, in mezzo ad una moltitudine di personaggi simili o contesti infrenatissimi di colori e forme, diventa talvolta ipnotica, frenetica, alienante.

Chiaramente F non poteva rimanerne immune e ne e' stato contagiato, grazie al regalo di compleanno di un set di 5 libri, da parte dei suoi amici twins, Will&Charlie (sembrano usciti da un cartoon), e che ho avuto la gioia di avere qui , per una playdate. Ora ne e' totalmente addicted.
Ecco lui non e' proprio il tipo che ha bisogno di calmarsi e stare seduto le ore a cercare l'omino, ce la puo' fare anche con altri mezzi, spererei il metodo funzionasse con N, ma forse ancora e' troppo piccolo per ipnotizzarsi davanti a questo...o forse piace proprio a tipi pazienti come F.




Where's Wally? Who's Wally?
Wally e' chiunque di noi, nel mondo. Chiunque di noi in mezzo alla moltitudine, alla diverista', ognuno di noi nella sua particolarita', nel suo essere unico, speciale, assoluto.
Noi credenti diciamo che Dio ci conosce, ci chiama per nome, ci ama per come siamo, per la nostra unicita', con i nostri talenti e con i nostri limiti, o no? Beh Wally e' un po' questo...

Wally, non mi stavi tanto simpatico, inizialmente, rubavi l'attenzione dei miei figli, e a me, preferivano te. Nemmeno sentivano la mia voce, per cercarti tra le pagine insabbiate dei tuoi libri. Pero' adesso mi stai un po' piu' simpatico, e anche se loro sono piccoli e non credo che ti abbiano analizzato come sto facendo io, so che si divertono con te, e non sei cosi' pericoloso.

Mi auguro che saranno sempre persone speciali come adesso, diversi come il giorno e la notte, due Wally, a modo loro, con un piccolo terzo Wally che si sta gia' differenziando...mi auguro che anche se saranno gli unici e i soli, gli ultimi a portare alta la loro dignita', i loro valori, la loro fede, lo faranno fieri e senza paura, non in cima ad una montagna, ma nel mondo, tra il mondo, e con il mondo.


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